L'etimologia è chiaramente araba, per precisa testiomonianza del geografo marocchino Ibn-al Idris, che nel 1154 la chiamò "Qalat-an-Nisa", cioè "Il Castello delle Donne", con un riferimento alle donne di Nissa, antico villaggio sicano, esistente nella zona dell'odierna Sabucina, e poi inglobato nel nuovo e più vasto agglomerato urbano. Ed è certamente derivato dall'antico villaggio sicano di Nissa il nome dgli abitanti di Caltanissetta e della sua provincia, che pertanto si chiamano Nisseni.
La storia L’origine sicana della città è attestata nella zona del monte Gebel Habib ("la montagna felice"). Così chiamato dagli Arabi nel secolo IX, quando la conquistarono nell’829; e che poi prese il nome Gebel Gabel ("la montagna panoramica"), che tuttora conserva.
In questa zona, è stata scoperta un’epigrafe che risale al 397 a. C., che riguarda il culto di Esculapio, dio della medicina, e accenna all’antica Nissa la quale fu occupata nel 123 a. C. dai Romani guidati dal console, Lucio Petilio che vi installò una colonia dal suo nome chiamata Petiliana.
Gli Arabi, nell’’831, vi stanziarono oltre trecento famiglie provenienti dalla Tunisia; e i Normanni, che nel 1087 occuparono Nissa; nel 1153 vi consacrarono nei pressi la bella chiesa romanica di Santo Spirito, fondata dal Gran Conte Ruggero e dalla sorella Adelasia.
Nel periodo Normanno (1060 – 1194) la città cominciò a chiamarsi Calatanesat mentre alla fine del secolo XII si chiama Già Caltanixettum, come sappiamo dallo storico medievale Ugo Falcando.
Nel periodo aragonese, re Federico III d’Aragona nel 1296 ne dichiarò conte il prode Corrado Lancia; e re Federico IV il Semplice, trovandosi nel 1361 nel castello di Pietrarossa (le cui rovine sono ancora visibili nei pressi della città pur dopo il terremoto del 1567 che lo disastrò), vi fu assediato dai baroni ribelli Francesco Ventimiglia e Federico Chiaramonte, e venne salvato dai cittadini nisseni, che mal sopportavano le prepotenze dei baroni.
Il nome di Calatanixetta compare chiaramente nel 1365, quando ne divenne signore Guglielmo Peralta, che già dominava Sciacca, Caltabellotta, Ciminna e Chiusa Sclafani; e fu nel castello di Pietrarossa che si riunirono nel 1358 i quattro più potenti signori della Sicilia (gli Alagona, i Chiaramonte, i Peralta e i Ventimiglia), che si spartirono il governo dell’isola, col cosidetto "Governo dei Quattro Vicàri", che durò fino al 1392, quando venne re in Sicilia Martino I d’Aragona, che regnò fino al 1409: e a lui, caso veramente raro nella storia, successe il padre Martino II, che regnò dal 1409 al 1410
Re Martino I nel 1407 nominò conte di Caltanissetta il nobile Matteo Moncada, che cedette al re, in cambio, la signoria di Augusta: e i Moncada dominarono la città per 405 anni, fino al 1812, cioè fino a quando fu abolita la feudalità in Sicilia.
Nella "Età dei viceré", che in Sicilia va dal 1412 al 1713, e sono il dominio dei Moncada, fu costruito sul fiume Salso, presso Caltanissetta, nel 1553, da maestranze veneziane, per favorire l’esportazione dello zolfo, il bellissimo Ponte di Capodarso, alto quasi 20 metri, e con una armoniosa e possente arcata, ancor oggi visibile sebbene sovrastata dalla superstrada Catania – Gela.
Nel 1718 Caltanissetta fu uno dei centri della rivolta antisavoiarda in Sicilia; e le truppe del re sabaudo Vittorio Amedeo II, guidate dal viceré piemontese Annibale Maffei, furono costrette ad abbandonare la città l’11 luglio causando 53 vittime tra i nisseni, e perdento 17 soldati sabaudi.
Durante il dominio borbonico, durato dal 1735 al 1860, Caltanissetta, grazie al suo grande giurista Mauro Tumminelli, nel 1818 fu elevata a capoluogo di provincia; e pertanto, nel 1820, i nisseni non vollero associarsi alle velleità separatistiche di Palermo, e dovettero subire la violenza delle bande armate del principe di San Cataldo, che formate soprattutto da ex galeotti evasi dalle carceri, ed avide di sangue e di bottino, incendiarono il quartiere della Grazia, e devastarono uffici pubblici e abitazioni private.
Nel 1837 Caltanissetta soffri a causa del colera (che torno ad inferire nel 1854 e nel 1866 – 67 ); e nel 1838 fu collegata con strade rotabili a Piazza Armerina, Barrafranca e a Canicattì; e nel 1844 la città fu elevata a sede vescovile.
Nel 1848 – 49 Caltanissetta partecipò fervidamente alla grande rivoluzione federale siciliana guidata da Ruggero Settimo; e proprio a Caltanissetta, il 28 Maggio 1849, ebbe termine la rivoluzione, quando una delegazione di palermitani venne ad offrire la capitolazione della Sicilia ai Borboni.
Il 2 luglio 1860 Garibaldi coi suoi "Mille", che erano accompagnati dallo scrittore francese Alessandro Dumas padre, l’autore dei "Tre Moschettieri", entrò a Caltanissetta; e vi ritornò il 10 agosto, tra l’entusiasmo generale.
Nella cronaca cittadina più recente, non sono purtroppo mancate le sciagure minerarie. Il 27 aprile 1867 uno scoppio di grisù nella miniera di Trabonella provocò 42 morti, e il 12 novembre 1881 se ne contarono 66 nella miniera di Gessolungo; e 51 nel 1911, nelle miniere Deliella e Trabonella; e il triste elenco non si ferma qui.
Nel 1867 arrivò a Caltanissetta l’illuminazione a gas; nel 1878 la ferrovia; e nel 1914, la luce elettrica, e conseguentemente il cinematografo. Il 9 agosto 1921, a voti unanimi, il Consiglio Provinciale di Caltanissetta chiese l’indipendenza doganale della Sicilia; e nel 1927 la creazione della provincia di Enna tolse a Caltanissetta l’amministrazione dei Comuni del distretto di Piazza Armerina.
Visitatori illustri di Caltanissetta sono stati nel 1787 il grande scrittore tedesco Volfango Goethe, che la descrisse nel suo "Viaggio in Italia", notando l’interesse che i nisseni portavano alle vicende politiche d’Europa, e segnatamente a quelle di re Federico II di Prussia; nel 1877 l’Imperatore Pedro II del Brasile; nel 1881 il re Umberto I con la regina Margherita e il principe ereditario, e nel 1924 e nel 1937 Benito Mussolini, capo del governo e "Duce" del fascismo.
Nella seconda guerra mondiale, il 9 luglio 1943 un bombardamento aereo provocò ben 351 vittime civili a Caltanissetta; e il 18 luglio 1943, truppe americane, provenienti da Gela, entrarono a Caltanissetta.
La storia economica di Caltanissetta, che prima era basata sull’estrazione dello zolfo, è sui prodotti agricoli, ora poggia soprattutto sull’industria enologica, sull’artigianato e sul turismo, nonché sull’attività del petrolio, e della sua raffinazione.
I nisseni illustri: Aldisio Salvatore da Gela, politico. Nato il 29 dicembre 1890, e morto a Roma il 27 luglio 1964. fu avvocato e uomo politico Fra i fondatoti del Partito Popolare di don Sturzo. nel 1919. ne divenne deputato nazionale dal 1921 al 1926, quando fu dichiarato "decaduto" dal fascismo. Fervente antifascista, ricostituì in Sicilia il partito cattolico come Democrazia Cristiana nel 1943, e fu prefetto di Caltanissetta nel 1944, e Ministro. per l’Interno con Badoglio. Divenuto. Alto Commissario, per la Sicilia, promosse la formulazione dello Statuto di Autonomia Regionale fu Ministro della Marina Mercantile, dei Lavori Pubblici con De Gasperi.
Aldisio Sammito Mario da Gela, scrittore Nato nel 1835 e morto nel 1902, fu amico di Garibaldi e di Mazzini, ed ha lasciato opere notevoli, come il Papato sl cospetto della storia (1881), e Democrazia e letteratura in Italia dal secolo XIII al XIX (1896).
Alessi Giuseppe da San Cataldo, avvocato e politico Nato il 29 ottobre 1905, è stato uno dei creatori dell'Autonomia siciliana. e primo Presidente del Governo Regionale dal 1947 al 1949; e di nuovo Presidente del Governo Regionale dal 1955 al 1956; e Presidente dell'Assemblea Regionale dal 1956 al 1959 Oratore di eccezionale vigore, e avvocato famoso è stato anche Senatore della Repubblica, e Presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana,
Alesso Michele da Caltanissetta, studioso Nato nel 1869, e morto nel 1923, fu educatore e valido folklorista, e scrisse Il Giovedì Santo in Caltanissetta (1903), i nostri monumenti (1907) e Storie leggende nissene (1907).
Archéstrato da Gela, gastronomo. Vissuto nel IV secolo a. C., fu il primo gastronomo del mondo, scrivendo il trattato Il dolce gusto, da cui sono nati i trattati gastronomici latini di Ennio e di Apicio.
Assunto Rosario da Caltanissetta, filosofo. Nato nel 1915, e morto a Roma nel 1994, insegnò Estetica nell'Università di Urbino, e Storia della filosofia nell'Università di Roma, conciliando larte con la scienza, e dimostrando l'origine. filosofica dell'arte.
Averna Salvatore da Caltanissetta, industriale. A metà del secolo XIX, è stato l’iniziatore del maggiore gruppo industriale nisseno, da semplice commerciante di tessuti che era, cominciando a produrre l’ormai celebre Amaro Averna Continuatore dell'opera del padre è stato il figlio Francesco Averna, cui già nel 1895 il re Umberto I conferiva il prestigioso titolo di Fornitore della Real Casa". Già nel 1980 l'Amaro Averna vendeva 8 milioni di bottiglie, conquistando il 19% del mercato nazionale, e nel 1995 ne ha venduto 10 milioni, per un fatturato di oltre 100 miliardi. Una caratteristica di questa azienda è il ruolo importante che vi hanno assunto le donne, a cominciare da Annamaria Averna Ceresia, che nel 1921, scomparso il marito Francese., lo sostituì egregiamente, rivelandosi un'autentica "capitana d'industria." fino alla sua morte, avvenuta nel 1965; e la. sua opera è validamente continuata
Buttaci Giovanni da Campofranco, creatura eccezionale. Nato nel 1749, al momento della nascita presentava una completa dentatura e il corpo ricoperto da pelurie, e a 5 anni di età era alto e robusto come un giovane di 20. Di voracità insaziabile, e dotato di forza erculea, ancora bambino, come ci fa fede lo storico Giovanni Evangelista Di Blasi nella, sua Storia di Sicilia sfidava alla lotta uomini maturi, e li batteva; e invitato dal principe Antonio Lucchesi, si recò a Palermo, dove diede spettacolo della sua forza strabiliante è ignoto l'anno e il lungo della sua morte.
D'Antona Antonino. da Riesi, chirurgo.. Nato nel 1842, e morto a Napoli il 21 dicembre 1916. Laureatosi a Palermo, e perfezionatosi in Germania, in Francia e in Inghilterra, fu docente universitario a Napoli dal 1884, e si rivelò patologo geniale, inventando il "frangipietra" per la. cura dei calcoli renali. Per i suoi meriti. fu nominato Senatore nel 1896.
Emiliani Giudici Paolo da Mussomeli. Letterato Nato nel 1812, morì, a Tunbridge in Inghilterra, dove insegnava, nel 1872 Spirito eclettico (fu anche pittore e incisore) ed ex religioso domenicano, nel 1844 scrisse la prima Storia della letteratura italiana, (quella di Francesco De Sanctis è del 1870-71).
Ferrara Filippo da Caltanissetta, teologo. Nato nel secolo XIV, e morto nel 1421, divenne vescovo di Patti, cardinale, e Nunzio Apostolico di papa Urbino VI.
Frattallone Giuseppe da Caltanissetta, scultore. Nato nel 1832. morì ancor giovane nel 1874. Dopo essersi perfezionato a Firenze, lasciò opere valide come L'ora dello studio. oggi esposta nel Museo Civico della città natia.
Gabrielli Giuseppe da Caltanissetta, inventore. Nato nel 1903, e morto a Torino, dove era professore universitario al Politecnico, nel 1987. Specializzatosi nella progettazione di aerei, realizzò il famoso, caccia FIAT G 91 (dove G sta per Gabrielli), che i. uno dei velivoli, protagonisti della seconda Guerra mondiale.
Gallè Rita da Caltanissetta, creatrice d’arte. Nata nel 1936 è universalmente apprezzata quale disegnatrice artistica nel campo della gioielleria e dell'oreficeria; ed ha tenuto mostre, assai lodate dalla critica. non solo in Italia e in Europa, ma anche in Giappone e in USA.
Gelone da Gela, condottiero. Visse nel V secolo .a. C., e fu signore di Gela e di Siracusa. Nel 480 a. C., alleatosi con Terone signore di Agrigento, di cui sposò la. figlia Damareta, sconfisse i Cartaginesi, ad Imera (oggi Termini Imerese); e, per suggerimento della consorte nel trattato di pace impose agli sconfitti Cartaginesi di non adoperate più vite umane nei loro sacrifici religiosi. E’ la prima afferma storica della vita umana.
Gerone I da Gela, fratello di Gelone. Visse anch’egli nel V secolo a. C., e morì nel 467 ad Etna (che era la Catania di allora, da lui conquistata nel 476, e chiamata "Etna": il che ispirò al grande poeta greco Eschilo., allora in Sicilia, la tragedia Le Etnée). Vigoroso atleta. vinse parecchie volte i giochi di Olimpia, e fu cantato da Pìndaro e da Bacchilide. Sconfisse nel 474 a. C. gli Etruschi a Cuma e ne bloccò l'espansione nel Mediterraneo.
Gravina Girolamo da Caltanissetta, religioso. Nato nel 1603, e morto in Cina nel 1661. In Cina fu missionario per 27 anni. e compose in cinese parecchie opere. tra cui il Trattato delle, istituzioni cristiane.
Guastaferro Antonio da Santa Caterina Villarmosa, pittore. Nato nel 1736, e morto ancor giovane nel 1771 (si dice avvelenato dai rivali), fu artista eccellente, e nel 1769 vinse il concorso indetto dal re di Napoli per la decorazione, della reggia di Caserta., Nel Municipio della città natale, esiste il suo quadro Lucrezia che si uccide per difende il suo onore.
Hoefer Federico, letterato. Nato a Porto Empedocle nel 1931, da tempo vive ed opera a Gela, dove è meritatamente Presidente dell'Accademia Eschilea. rivelandosi poeta suggestivo e paremiologo finissimo.
Manco Elvira da Caltanissetta, sociologa. Nata nel 1867, e morta nel 1936, è la sociologa siciliana che già 1907 ha pubblicato a Caltanissetta il saggio La condizione della donna borghese in Sicilia,.
Mulè Bertolo Orazio Giovanni da. Villalba, storico. Nato nel 1837 e morto a Caltanissetta nel 1917, si laureò in Giurisprudenza, e fu professore nell'Istituto Tecnico di Caltanissetta. Storico appassionato delle vicende nissene, pubblicò parecchie opere, tra cui Caltanissetta nei tempi che furono e nei tempi che sono (1906).
Pasqualino Fortunato da Butera. scrittore. Nato nel 1923, si è rivelato saggista arguto e prestigioso, ed ha, scritto notevoli opere scientifiche come Educazione e linguaggio, e narrative come Mio padre Adamo La bistenta, Il giorno che, fui Gesù; ed ha rivalutato il teatro dei "pupi" siciliani. organizzandone riuscite turnè in Europa e in America.
Pignato Luca da Caltanissetta, letterato. Nato nel 1892, e morto a Palermo nel 1955, fu educatore e filosofo, ed esponente di spicco della cultura nissena. Provveditore agli studi, fu anche alto burocrate regionale, e professore universitario.
Rosso di San Secondo Pier Maria da Caltanissetta, drammaturgo. Nato nel 1887, e morto a Lido di Camaiore (Lucca) nel 1956, Noto ed apprezzato autore teatrale, le sue opere (La bella addormentata, Marionette che passione, Tra vestiti che ballano) sono tuttora rappresentate con successo.
Russo Luigi da Delia, critico letterario. Nato nel 1892, e moro a Marina di Pietrasanta (Lucca) nel 1961, fu celebre professore di Letteratura italiana nell'Università di Pisa. e direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui era stato allievo, Fu il primo critico letterario a scoprire la grandezza artistica di Giovanni Verga.
Salomone Francesco da Sutera, guerriero. Nato nel 1470, e morto a Parma nel 1569, fu uno dei due siciliani (l'altro era Guglielmo Albamonte da Palermo) che difesero l'onore italiano nella celebre Disfida di Barletta del 1503, sconfiggendo i Francesi che avevano oltraggiato gli Italiani.
Sciascia Salvatore da Sommatino, editore. Nato .nel 1918, e moto a Caltanissetta nel 1986, apprese l'arte dell’editoria dallo zio materno Filippo Ciuni a Palermo; e fondò nel 1946 la sua fiorente casa editrice a Caltanissetta, pubblicando per primo in Italia le opere dei Premi Nobèl Andric e Alexander, creando prestigiose collane, e stampando la rivista Galleria, diretta prima da Calogero Natale, e poi da Leonardo Sciascia.
Terranova Filippo da Sommatino, esploratore. Nato nel 1820, e morto ad Alessandria d'Egitto nel 1878, fu uno degli esploratori che investigarono il corso del fiume Nilo, dal 1850 in poi; e si devono a lui numerose scoperte geografiche della zona.
Testasecca Ignazio, industriale e filantropo, Nato a Caltanissetta il 9 marzo 1849, e ivi morto il 9 luglio 1929, laureato in Giurisprudenza, promosse l'industria solfifera nissena, e fu deputato al Parlamento Nazionale. Filantropo generoso nel 1893 creò, spendendo 500.000 lire di allora, il Ricovero di mendicità di Caltanissetta; e re Umberto I lo nominò Conte.
Tricomi Ernesto da Caltanissetta, chirurgo. Nato nel 1859, e morto a Bogliasco (Genova) nel 1929, fu professore universitario a Messina, a Bologna, a Padova e a Palermo e per primo in Italia effettuò l'asportazione del lobo sinistro del fegato.
Tripisciano Michele da Caltanissetta scultore. Nato nel 1860, e morto nel 1913, fu scultore insigne: a Roma, sono sue le statue di Paolo e di 0rtensio del Palazzo di Giustizia, e il monumento al poeta Giuseppe Gioacchino Belli a Trastevere; a Carpineto (Roma), le due monumentali fontane commissionategli da papa Leone XIII per il suo paese natale; e a Caltanissetta, è suo il bel monumento a re Umberto I. Numerosi reperti artistici del Tripisciano sono nel Museo. Civico di Caltanissetta
Tumininelli Calogero da Caltanissetta, editore. Nato nel 1881. e morto a Roma nel 1945, ancora studente alla Bocconi fondò a Milano la casa editice Bestetti e Tu.minelli, che si specializzò in pubblicazioni d'arte, come la rivista Dedalo; e nel 1929 fondò la società editrice Treves-Treccani-Tumminelli che pubblicò in 36 volumi la monumentale Enciclopedia Italiana (la cosiddetta "Treccani", così chiamata dal suo finanziatore, il lombardo Giovanni Treccani), che pertanto risultò ]'opera realizzata da tre siciliani: Giovanni Gentile da Castelvetrano (Trapani) per l'ideazione e la direzione; Antonino Pagliaro da Mistestta, (Messina) per la redazione e la revisione, e dal nisseno Calogero Tumminelli per la. stampa. Egli fu anche direttore per molti anni, della diffusa rivista L'Illustrazione" italiana
Tumminelli Mauro da Caltanissetta, giureconsulto. Nato nel 1778 morto a Palermo nel 1852, fu il giurista che difese i diritti storici di Caltanissetta, e nè rivendicò l’appartenenza al Demanio regio, dimostrando l'usurpazione compiuta dai Moncada nel 1407; e fu in base alla suddivisione amministrativa da lui proposta, per la Sicilia, che Caltanissetta fu dichiarata capoluogo di provincia nel 1818; e dal 1834 presiedette a Palermo la Suprema Corte di Giustizia per la. Sicilia. | |